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Vivere meglio e più a lungo

Cappella sistinaIl senso di stupore positivo che possiamo avvertire osservando un paesaggio affascinante, la Cappella Sistina o ascoltando l’Ave Maria di Schubert, causa una forte risposta anti-infiammatoria nel nostro corpo che è potente come i farmaci.

Il risultato? Vivere meglio e più a lungo!

Migliora lo stato di salute e l’aspettativa di vita. E’ stato riscontrato che questi eventi rinforzano il sistema immunitario e abbassano i livelli di citochine, proteine che causano l’infiammazione nel corpo. L’infiammazione è stata associata a malattie cardiache, diabete di tipo 2, l’artrite, persino il morbo di Alzheimer e la depressione clinica.

Non solo, queste emozioni stimolano il pensiero creativo, la sensazione di avere più tempo nella giornata e promuovono profondi cambiamenti personali. “Lo stupore, la meraviglia e la bellezza promuovono livelli sani di citochine, e ciò suggerisce che vivere queste emozioni (una passeggiata nella natura, perdersi nella musica, contemplare l’arte) hanno un impatto diretto sulla salute e sulla aspettativa di longevità“. Dacher Keltner, psicologo presso l’Università di California a Berkeley.

Per valutare l’impatto delle emozioni positive sulla infiammazione, i ricercatori hanno reclutato 200 giovani adulti che, in un dato giorno, riportavano quanto spesso avevano vissuto divertimento, meraviglia, compassione, contentezza, gioia e amore. Coloro che hanno avuto anche il maggior numero di esperienze positive hanno avuto i più bassi livelli di interleuchina 6, una citochina che è un biomarker di infiammazione.

Ecco un bell’esempio di stupore…. https://www.youtube.com/watch?v=UoJLngNZKmw

Adesso sapete cosa possiamo fare per vivere meglio e, probabilmente, più a lungo. chegg ask question

Medicine complementari: vita più lunga e meno costi.

Medicine complementariSe il medico  conosce anche le medicine complementari, si riduce la spesa sanitaria e i pazienti vivono più a lungo.

E’ quanto si legge nel lavoro condotto da due ricercatori olandesi P. Kooreman ed E W Baars dell’Università di Tilburg pubblicato sull’European Journal of Health Economics.

I dati riguardanti 1913 medici di medicina generale “convenzionali” sono stati messi a confronto con quelli di 79 medici di base che avevano una formazione aggiuntiva in una medicina complementare, 25 in agopuntura, 28 in omeopatia, e 26 in medicina antroposofica.

Ecco in sintesi i risultati: i pazienti dei medici che alla formazione classica aggiungono anche un training in medicina complementare presentano un tasso di mortalità inferiore fino al 30%. Anche i costi a loro riferiti sono inferiori fino al 30% con percentuali che cambiano in relazione alla fascia di età e al tipo di medicina complementare utilizzata.

La riduzione dei costi sanitari è ascrivibile a un minor numero di ricoveri ospedalieri e al minor ricorso a medicinali da prescrizione.

Nella discussione per spiegar questi risultati si formulano alcune ipotesi: la selezione (è probabile  che chi è poco propenso a interventi medici si rivolga alle medicine complementari) ma anche il fatto che  le terapie adottate dai medici che conoscono anche la medicina complementare siano migliori, che cioè si tende a non attuare trattamenti farmacologici eccessivi (e spesso immotivati) e ci si concentra soprattutto nella prevenzione e sulla promozione della salute.

Articolo originale: Patients whose GP knows complementary medicine tend to have lower costs and live longer, P Kooreman – E. W. Baars, Eur J Health Econ, 22 giugno 2011.